Seneca, nel De otio, mentre espone le ragioni per le quali aveva deciso di ritirarsi dalla scena politica, diceva: “… in realtà che cosa si pretende dall’uomo? Che giovi ai suoi simili: se è possibile, a molti; se no, a pochi; se no, a quelli che gli sono vicini; se no, a sé medesimo.”
In fondo, questa humanitas è, a mio avviso, uno degli aspetti che svela maggiormente quanto la corrente filosofica dello Stoicismo fosse profondamente permeata dalla spiritualità che il cristianesimo andava diffondendo nei primi anni del I secolo d.C. Anche se la naturale e logica conclusione del ragionamento del filosofo stoico potrebbe apparire, forse, agli occhi di un cristiano, mosso da un fervido spirito di carità, una forma di egoismo a tutti gli effetti.
Giovare a sé medesimo non vuol dire, però, ignorare il bene dell’altro, né tanto meno causargli sofferenza pur di conseguire un proprio beneficio. Perché, al contrario, gli ultimi anni di vita furono trascorsi dal filosofo a migliorare se stesso attraverso la filosofia e, così facendo, a indicare agli altri una possibile via di crescita e di miglioramento.
Nullius boni sine socio incunda possessio
Ebbene, guardandomi dentro, osservo che non sempre, se non raramente, mi sono concessa il permesso di lasciare che il beneficio per il mio equilibrio interiore prevalesse su tutto il resto, a costo di dire dei no e, quindi, di deludere le aspettative di qualcun altro. E i contraccolpi di questa tendenza pericolosa a dire troppi “sì” mi hanno spesso portato in una condizione di malessere profondo, che spesso mi faceva preferire la solitudine alla compagnia degli altri. Inaccettabile. Inaccettabile per la persona che sono oggi.
Ecco perché ho fatto mie le parole di Seneca in questo modo: che cosa si pretende dall’uomo? Che giovi a sé medesimo, quindi a quelli che gli sono vicini, ai suoi simili e, se è possibile, anche a molti altri uomini, con il suo modo di essere. Non fare, ma essere.
Ed è seguendo questa “traccia” che percorro la mia strada come persona, donna, compagna, sorella, figlia, insegnante e cittadina. O, per lo meno, io ci sto provando! 🙃😛
